Vale Tutto - di Selvaggia Lucarelli

Vale Tutto - di Selvaggia Lucarelli

Io e le mie sette valigie stiamo arrivando all'Isola dei famosi

Vado a condurre l’Isola nelle Filippine. E qui vi parlo di organizzazione frenetica, gioia, polemiche, domande sul futuro e incoraggiamenti inattesi. Un’avventura che non era nei piani.

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Selvaggia Lucarelli
giu 08, 2026
∙ A pagamento

Partiamo dalla meta, comodissima da raggiungere. Sono su un grosso aereo Cathay Pacific che in 12 ore mi porta a Hong Kong, dopo tre ore di scalo e altre due di aereo arriverò a Manila, nelle Filippine. Qui dormirò, per poi ripartire la mattina dopo per un’isola. Arrivati lì una macchina ci lascerà al porto dove una barca ci attende per condurci, in 40 minuti, in un’altra località sulla cui spiaggia ci aspetta una sirena spiaggiata incaricata di sottopormi un rebus la cui soluzione sarà un ulteriore indovinello scritto in sumero da risolvere entro sera. La soluzione darà le coordinate geografiche del villaggio di palafitte immerso nella giungla di fronte a una spiaggia e destinato ad accogliermi per un mese e mezzo, fino a luglio inoltrato. Ok, la parte della sirena è inventata (almeno credo), il resto è vero.

Non sono mai stata nelle Filippine. Ho anche pensato che probabilmente non le avrei mai visitate perché le vacanze di mare puro sono una di quelle cose che “wow che figata” e poi dopo due giorni di spiaggia vorrei che il mare evaporasse come le pozzanghere ad agosto (le città filippine non sono le più imperdibili del mondo, la natura e il mare sì).

Faccio la stessa cosa quando scelgo gli hotel: perdo giorni a decidere quale abbia la piscina più bella, poi prendo quello con la piscina a sfioro sulla giungla pluviale di Avatar e non ci metto piede. Al che l’ultimo giorno mi sento in colpa per aver pagato troppo un hotel solo per una piscina che non ho mai visto e allora mi faccio il bagno alle sette di sera con il primo, inatteso nevischio settembrino e torno dalle vacanze con 78 di febbre. Un classico.

Quindi, siccome le Filippine non erano nella lista dei paesi che sicuramente avrei visto, sono entusiasta. Perché la vita mi dà l’occasione di visitare un posto che non era nei piani e a me piace rivedere i piani.

La vera sfida era trovare i 70 outfit necessari in 14 giorni scarsi, perché questo è più o meno il tempo che ho avuto tra la proposta e l’organizzazione della partenza. Una forbice stretta poiché, come sapete, il primo nome era Belen, poi saltato per ragioni che sono state a lungo discusse, su cui si è ricamato, che sono state anche strumentalizzate.

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